Associazione Alzheimer Svizzera
Sezione Ticino

 
 
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È una malattia degenerativa progressiva e irreversibile che colpisce le cellule del Sistema Nervoso Centrale, che vengono danneggiate e muoiono senza essere sostituite.
Le conseguenze sono una riduzione progressiva delle facoltà intellettive, che compromette la memoria, il ragionamento e il comportamento, fino a compromettere anche le funzioni organiche.


Quali ne sono le cause?
Oggi se ne conoscono molto bene diversi meccanismi ma le cause ultime restano poco chiare.
Quando insorge?
Tipicamente, nella terza-quarta età.
Si può guarire?
No !!! I farmaci servono a ritardarne gli sviluppi.
Qual’è la speranza di vita?
Si tratta di una malattia a lenta progressione il cui , ultimo stadio, la morte, interviene entro 5-10 anni. Dal momento in cui si è posta una diagnosi. Le cure mediche sono già riuscite ad aumentare in modo significativo tale speranza di vita a 15 anni e più.
Cosa si può/deve fare?
Rallentamento - Assistenza medica - Stimolazione - Accompagnamento - Sorveglianza
=

Mantenimento qualità della vita

All’inizio si ha la perdita della memoria recente, con difficoltà a ricordare anche parole di uso quotidiano.

Il secondo stadio è segnato dai cambiamenti nella relazione, con disturbi del linguaggio e dell’autonomia, e il mancato riconoscimento dei parenti e amici.

Il terzo stadio è caratterizzato dall’emergenza della perdita dell’orientamento, dei cambiamenti del comportamento e dell’alterazione delle funzioni vitali come il ritmo sonno-veglia, l’alimentazione e incontinenza.

Il quarto stadio determina la dipendenza estrema dalle cure, che evolve verso una situazione « vegetativa ».

Denominazione (sviluppo storico)
  • Senectus
  • Arteriosclerosi
  • Demenza senile
  • Demenza Senile Tipo Alzheimer
  • Morbo di Alzheimer
  • Demenza di Alzheimer o Demenza tipo Alzheimer
  • Malattia di Alzheimer


  • Come si diagnostica?
    1. Segnali d'allarme
    2. Segni premonitori
    3. Valutazione medico-psicologica

    Qual’è l’esame più sicuro/definitivo?
    Solo l’esame autoptico è certo !
    La biopsia istologica è eccessivamente rischiosa


    Segnali d’allarme nella vita quotidiana
  • Problemi di memoria
  • Perdita dell’uso del telefono
  • Rinuncia all’uso dei mezzi di trasporto
  • Difficoltà a prendere le medicine
  • Difficoltà nella gestione del denaro
  • Problemi di memoria


  • Problemi di memoria:
    Dimentica il nome di parenti e amici intimi
    Sposta oggetti in posti inabituali e senza senso


    Perdita dell’uso del telefono:
    Non usa più il telefono spontaneamente
    Fatica a cercare un numero di telefono
    Non riesce più a comporre un numero di telefono


    Rinuncia all’uso dei mezzi di trasporto:
    Fatica a orientarsi nei luoghi famigliari
    Non vuole più guidare l’auto da solo
    Non prende più spontaneamente i mezzi pubblici


    Difficoltà a prendere le medicine:
    Dimentica le medicine
    Dimentica gli orari
    Dimentica le quantità


    Difficoltà nella gestione del denaro:
    Non sa più regolare una fattura
    Non sa più fare un pagamento
    Ha bisogno di aiuto nella gestione del budget


    1.  Perdita della memoria recente, con pregiudizio lavorativo
    2.  Difficoltà nell’adempiere attività quotidiane
    3.  Difficoltà di linguaggio (anomia)
    4.  Disturbi dell’orientamento temporale e spaziale
    5.  Diminuite capacità di discernimento
    6.  Difficoltà nel pensiero astratto
    7.  Smarrire oggetti (la cosa giusta al posto sbagliato)
    8.  Instabilità dell’umore o del comportamento
    9.  Alterazioni della personalità
    10.Perdita di interesse e iniziativa


    Come si diagnostica?
    Screening e anamnesi somatica e psichiatrica
    Esame neurologico
    Esame laboratoristico
    Esame cognitivo funzionale
    Colloquio coi parenti/caregiver


    Come si può prevenire?
    1.Stimolazione cognitiva
    2.Scolarità
    3.Qualità di vita
    4.Altri Fattori protettivi
    5.Vaccino


    La ricerca continua !!!

    PRIMARIE (irreversibili)

    Degenerative
    50 %
    Vascolari
    10 %
    MISTE
    10-25 %
    SECONDARIE (reversibili)
    10 %

    Demenze nell’anziano:

    La demenza NON è un aspetto normale dell’invecchiamento:
    solo il 20 % degli ultra-ottantenni ne è affetto.

    Malattia di Alzheimer:

    età
    prevalenza
       
    60-64 anni
    1.0 %
    65-69 anni
    1.4 %
    70-74 anni
    4.1 %
    75-79 anni
    5.7 %
    80-84 anni
    13.0 %
    85-89 anni
    21.6 %
    90-94 anni
    32.2 %

    Le fasi di sviluppo:
    La prima fase è caratterizzata da una leggera perdita di memoria e da una progressiva incapacità di imparare nuovi concetti o nuove tecniche, nonché la difficoltà ad esprimersi e a comprendere. Nel malato si notano modificazioni del carattere e della personalità (apatia, sovraeccitamento), difficoltà nei rapporti con il mondo esterno (nel lavoro o con gli estranei), diminuzione delle capacità percettive visuo-spaziali. Si può notare una difficoltà sempre maggiore nell'emettere giudizi, incapacità di riconoscere i volti (prosopoagnosia), incertezze nei calcoli matematici e nei ragionamenti che richiedono una certa logica.


    La seconda fase è caratterizzata dal peggioramento delle difficoltà già presenti: come
    conseguenza le azioni della vita quotidiana diventano per il malato dei problemi certe volte insolubili. La progressiva perdita di memoria (amnesia) spiega la maggior parte dei problemi che il malato si trova a dover affrontare ogni giorno. La mancanza di memoria autobiografica (dove vivo? in che città? che lavoro faccio?.....) la mancanza di memoria riguardante il significato delle parole, la mancanza di memoria intorno alle attività manuali più comuni, rendono il paziente perennemente insicuro ed incerto.
    I disturbi del linguaggio (afasia), che in alcuni casi sono i primi sintomi evidenti di malattia, in breve tempo accompagnano quelli della memoria. Il malato perde anche la capacità di comprendere le parole e le frasi, di leggere e di scrivere. Il peggioramento
    delle capacità visuo-spaziali porta il malato a perdersi sui percorsi conosciuti, a non impararne nuovi, a non orientarsi nemmeno tra le mura di casa. Ogni riordino logico di azioni, anche comuni, diventa faticoso.


    La terza fase è caratterizzata da una completa dipendenza dagli altri. Le funzioni intellettive sono gravemente compromesse; compaiono difficoltà nel camminare, rigidità negli arti, incontinenza; le espressioni verbali sono ridotte a ripetizione di parole dette da altri, o ripetizione continua di suoni o gemiti, o addirittura mutismo. Spesso il malato
    si riduce all'immobilità.


    Esame cognitivo:
    Mini Mental Status Examination (MMSE)
    Milan Overall Dementia Assessment (MODA)

    Si tratta di strumenti di « depistaggio rapido » e di indicizzazione della gravità della compromissione cognitiva globale. Non sono specifici e quindi non permettono di diagnosticare la causa del deficit cognitivo rilevato e solo in parte di identificare le aree funzionali compromesse.

    Il MMSE è quello sicuramente più conosciuto e largamente impiegato per il primo screening rapido.

    Valutazione cognitiva
    Valutazione funzionale
    Valutazione comportamentale
    Valutazione globale della gravità

    Valutazione cognitiva:
    - Consortium to Establish a Registry for Alzheimer Disease (CERAD)
    - Mattis Dementia Rating Scale
    - Alzheimer Disease Assessment Scale (cognitive subscale: ADAS-cog)
    - Syndrom Kurztest


    Valutazione funzionale:
    - Instrumental Activities of Daily living (IADL)
    - Physical Self-Maintenance Scale (PSMS)


    Valutazione comportamentale:
    - Alzheimer Disease Assessment Scale (non-cognitive subscale)
    - Behavioral Pathology in Alzheimer Desease Scale
    - Neuropsychiatric Inventory (NPI)


    Valutazione globale della gravità:
    - Global Deterioration Scale (GDS)
    - Clinical Dementia Rating Scale (CDR)


     
     
     
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